Trova il miglior mutuo e risparmia

Cosa comporta il ritardato pagamento delle rate di mutuo?

Stai per farlo, finalmente stai per firmare il mutuo per l'acquisto della casa dei tuoi sogni, quando ti sorge un dubbio inquietante: ma se pago una rata in ritardo cosa succede?

Non preoccuparti, leggi qui e scopri tutte le possibili conseguenze, così da affrontare questo passo senza stress!

 

Ritardo pagamento mutuo casa: quando scatta e cosa succede? 

Il ritardato pagamento del mutuo scatta quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla scadenza della stessa.
In questo caso il mutuatario viene dichiarato moroso, ed è quindi tenuto a pagare gli interessi di mora (o moratori) per risarcire il creditore del danno derivante dal ritardato pagamento della rata stessa.
I tassi di mora vengono determinati in misura superiore al tasso del fido. La misura aggiuntiva solitamente oscilla tra il 2% e il 4%.  Gli interessi di mora e la modalità con cui vengono calcolati devono essere indicati in maniera esplicita nel contratto di mutuo.  

Per calcolare questi interessi esiste una formula standard, che è la seguente:
Interessi di mora = giorni di ritardo x rata x tasso di mora / 36500

Cosa succede, invece, ad esempio, in caso di ritardo pagamento rata mutuo di 2 giorni?

Anche in questo caso scattano gli interessi di mora, calcolati in proporzione alla rata e ai giorni di ritardo, secondo i tassi stabiliti da contratto. 
Per lievi ritardi si tratta quindi di piccole cifre che, maggiorate delle spese accessorie, ammontano a pochi euro.

Conviene però sempre avvisare la banca, prima della scadenza della rata, che non si può pagare nei tempi previsti.

 

Ritardo pagamento mutuo casa: cosa fare? 

Se ti trovi nell’impossibilità di pagare una o più rate del fido, ecco cosa ti consiglio di fare:
•    parlare con la banca che lo ha erogato e chiedere la sospensione del mutuo o una rinegoziazione della durata del piano di ammortamento, così da ridurre gli importi di ciascuna rata;
•    se ci sono le condizioni previste dalla legge, aderire alla moratoria (Fondo di garanzia dei mutui);
•    mettere in vendita la casa dimostrando alla banca un reale impegno di vendita, trovando così un accordo senza dover essere soggetti alla registrazione al Crif.

 

Segnalazione Crif: in cosa consiste e come avviene? 

Altra preoccupazione in caso di mancato pagamento rata mutuo, è proprio quella di essere segnalati alla Centrale Rischi (Crif), condizione che potrebbe creare non poche difficoltà ad ottenere successivi prestiti.

Il CRIF è il gestore del principale Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) presente in Italia, chiamato EURISC. Si tratta di un archivio informatico che contiene i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese.

In realtà la segnalazione Crif avviene solo in questi casi:
•    se non si pagano affatto una o più rate del mutuo
•    se si ritarda il pagamento di una rata di più di 180 giorni
•    se si ritarda di un tempo compreso tra 30 e 180 giorni il pagamento di almeno 7 rate (anche non consecutive).

La segnalazione Crif, ad ogni modo, non è permanente. Anche in caso di mutui non rimborsati, infatti, rimane per tre anni dopo l'estinzione del debito, dopodiché si può ottenere la cancellazione Crif. 

 

Cosa comporta il ritardato pagamento delle rate di mutuo: le conseguenze peggiori

Ma cosa (altro) succede se non si paga il mutuo
Eccoci alla paura più grande: quella di poter perdere la proprietà della casa, a causa del ritardato pagamento delle rate del mutuo.

Pur essendo un timore molto diffuso, mi preme rassicurarti subito sul fatto che questa eventualità è davvero molto rara.

Con il Decreto mutui 2016, volto a recepire la Direttiva Europea sui mutui ipotecari, è stata introdotta la possibilità da parte della banca di liquidare l'immobile soggetto ad ipoteca senza passare per la via giudiziale.

D'altra parte, però, il numero di rate non pagate necessario per attivare la procedura di vendita forzata sono salite da 7 a 18, proprio per tutelare il più possibile il mutuatario.

Solo nel caso, piuttosto remoto, in cui non si pagassero le ultime 18 rate del mutuo, la banca potrebbe procedere all’esproprio della casa, come previsto per legge.
L’immobile a qual punto verrebbe confiscato e venduto all’asta entro 6 mesi. 
Nel caso in cui la banca, con la vendita all’asta dell’immobile, avesse ricavi maggiori del debito del cliente, sarebbe tenuta a versare l’eccedenza al creditore.
Di contro, se il ricavato della vendita dell'immobile all'asta non bastasse a saldare il mutuo, il prestito verrebbe comunque considerato estinto.